
Iniziamo un approfondimento su alcune Giornate che, a livello mondiale, devono farci riflettere.
Per noi della grande famiglia di Croce Rossa è uno splendido “obbligo” festeggiare non solo il compleanno di Henry Dunant l’8 Maggio ma anche l’anniversario della Prima Convenzione di Ginevra che cade il 22 Agosto. Pochi sanno però che in tale giorno ricorre anche la Giornata Internazionale di Commemorazione delle Vittime di Atti di Violenza basati sul Credo Religioso.
Istituita dalle Nazioni Unite abbastanza di recente, nel maggio 2019, la ricorrenza ricorda le persone che subiscono persecuzioni, ostilità e violenze a causa della propria fede o convinzione. La situazione geo-politica attuale, mai come adesso intricata, spinge non solo le varie comunità religiose ma anche i non credenti a chiedersi che tipo di attività stanno svolgendo a favore della fratellanza. “Chiunque uccida in nome di Dio non crede in Dio”: la violenza tra differenti religioni non è pertanto mai giustificabile e deve essere ascritta nel campo del desiderio di sopraffazione. Molte comunità religiose si alleano con i poteri politici di turno in un connubio destinato solo allo scopo di annientamento dell’altro.
Quando nel 2019 vi furono ripetuti episodi di rapimenti ai danni di suore, vescovi, sacerdoti Nigeriani, ricordo che mi colpì un’intervista alla radio a un professore universitario di Etica, nella quale l’insegnante riferiva che un suo studente proveniente da quel Paese, di fede cattolica e madrelingua inglese, gli aveva posto un quesito appunto di natura etica chiedendo se e quanto era opportuno imparare quattro frasi di arabo per potersi fingere musulmano nel caso si fosse trovato a subire rappresaglia. Ritengo “atroce” questa domanda; dopo la libertà di pensiero e di coscienza, la libertà di credo, inclusa quella di manifestarlo apertamente oppure cambiarlo, è un diritto inalienabile.
La tolleranza religiosa è uno strumento essenziale per quella coesione pacifica che come soci di Croce Rossa ci impegniamo ogni giorno a sostenere (primo Principio di Umanità). È importante che assieme ai leader religiosi anche noi nel servizio quotidiano, in ambulanza, in un magazzino viveri o in una pediatria, ci chiediamo se i messaggi che stiamo trasmettendo siano di educazione al rispetto della dignità e libertà di ogni persona oppure di istigazione alla violenza mascherandola con la religione.
La stessa Unione Europea è pronta a contribuire, mediante progetti mirati da qui al 2027, alla costruzione di un mondo in cui le persone di qualsiasi religione possano godere pienamente dei loro diritti umani e convivere senza paura, in libertà e in pace, indipendentemente dal luogo in cui si trovano.(a cura di Sorella Tiziana Talon – staff Principi e Valori)