
Anche quest’anno le Volontarie e i Volontari del Comitato di Pordenone della Croce Rossa Italiana hanno risposto presente all’appuntamento più sentito dell’anno: la Fiaccolata di Solferino.
Il caldo intenso di fine giugno non ci ha fermato, e insieme a migliaia di altre Volontarie e Volontari da tutta Italia e dal mondo abbiamo ripercorso le stesse strade che, nel 1859, videro nascere l’idea di Henry Dunant.
Un’edizione storica
L’edizione 2026 di Solferino resterà nella memoria del nostro Movimento per un motivo in più: è stato ufficialmente istituito il campo permanente della Croce Rossa, un vero e proprio Villaggio Umanitario che d’ora in avanti sarà il punto di riferimento stabile per la Fiaccolata e per tante altre attività associative durante tutto l’anno. Non più solo un luogo di memoria, ma una casa viva, dove formazione, addestramento operativo ed eventi culturali potranno svolgersi lungo tutti i dodici mesi.
Quest’anno a Solferino erano presenti oltre 60 Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, arrivate da ogni angolo del pianeta per condividere quattro giorni di incontri, formazione e confronto sul futuro dell’azione umanitaria, con un’attenzione particolare al ruolo dei volontari come pilastri delle comunità locali, in linea con l’Anno Internazionale del Volontariato per lo Sviluppo Sostenibile 2026.
Un discorso che parla al cuore
Ad accompagnare la Fiaccolata, come da tradizione, il discorso del Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro, che ha ricordato come il percorso dei primi soccorritori del 1859 sia lo stesso che continuiamo a compiere oggi: un cammino di responsabilità, ascolto e dignità verso chi soffre, ovunque nel mondo.
Accanto a lui, sul palco di Piazza Castello, anche la Presidente della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC), Kate Forbes, che ha lanciato ufficialmente #IFRCLightInTheDarkness, la nuova campagna globale per la pace e la coesione sociale: un cammino collettivo che da Solferino guarderà al mondo intero, fino alla Conferenza Internazionale del 2028.
L’emozione di “Tutti fratelli”
Quando le fiaccole si sono accese e la marcia ha preso il via verso Castiglione delle Stiviere, l’emozione era palpabile in ogni volto. È stato un momento intenso, capace di unire generazioni e nazionalità diverse in un solo grido: “Tutti fratelli”, le stesse parole gridate dalle donne di Castiglione che, sfidando la paura e i pregiudizi del proprio tempo, uscirono di casa per soccorrere i feriti di ogni bandiera.
Si torna a casa più uniti
Le nostre Volontarie e i nostri Volontari sono tornati a Pordenone stanchi, ma con negli occhi e nel cuore la stessa energia di sempre: quella che solo Solferino sa regalare. Ogni anno la Fiaccolata è una fonte di ispirazione che rinnova il senso profondo del nostro essere Croce Rossa, e quest’anno lo è stato ancora di più, tra il caldo, l’abbraccio internazionale di 60 Paesi e la nascita di un luogo che resterà per sempre la nostra casa comune.
Un grazie di cuore a tutte le Volontarie e i Volontari del Comitato di Pordenone che hanno partecipato: portate avanti, ogni giorno, sul nostro territorio, lo stesso spirito che è nato su quei campi 167 anni fa.
(a cura di Renato Acampora – staff Organizzazione)