
Le parole del nostro Presidente Ludovico Mellina Bares all’evento dell’8 maggio. Un grazie sincero alle Volontarie e ai Volontari del nostro Comitato
“Buongiorno a tutte e tutti e un grazie di cuore per essere qui oggi. Un sentito ringraziamento alle autorità civili e militari che sono intervenute numerose questa mattina, nonostante i numerosi impegni concomitanti.
Oggi non è un giorno qualunque. In tutto il mondo, oltre 20 milioni di Volontarie e Volontari celebrano la Giornata della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. L’8 maggio del 1828 nasceva, infatti, Henry Dunant, colui che seppe trasformare l’orrore di un campo di battaglia in un movimento globale di speranza e di aiuto verso i più fragili.
E noi della Croce Rossa di Pordenone lo vogliamo fare con voi, in questo luogo magico che ci vedrà consegnare formalmente il primo “scudo blu” affisso in Friuli Venezia Giulia proprio alla Biblioteca Civica.
Ma, prima di questo importante momento, lasciatemi dedicare qualche parola su quello che la Croce Rossa di Pordenone, grazie all’instancabile opera di centinaia di Volontarie e Volontari ha fatto nel 2025.
La Croce Rossa di Pordenone è attiva da 111 anni, facendo dell’Umanità il principio cardine del suo operato quotidiano. Siamo persone semplici, che hanno scelto di esserci, Mettendo l’aiuto davanti alla fatica, il tempo per gli altri prima dello svago, la fiducia in ogni nostro gesto. Facciamo quello che possiamo per cercare di salvare vite, a costo di salvarne una alla volta, cercando di cambiare mentalità. Perché il messaggio è e deve essere sempre lo stesso: la dignità dell’uomo non sopporta eccezioni. Mai
Siamo nati sui campi di battaglia, ma abbiamo imparato a “combattere” contro i terremoti, le alluvioni, le pandemie, senza mai girarci dall’altra parte.
Siamo abituati ad agire quando c’è bisogno e a prevenire per quanto possibile. Ovunque per chiunque. Allunghiamo la mano a chi cerca supporto, non ci giriamo dall’altra parte, rivolgiamo il nostro sguardo a tutti anche a chi è meno visibile e spesso non ha la forza o il pudore di chiedere aiuto. Il nostro sorriso ci accompagna sempre per consolare, alleviare, supportare.
E in questo mondo così frammentato dai conflitti e dalle crisi, la Croce Rossa resta un ponte. Il nostro compito è proteggere l’Umanità ovunque sia in pericolo, senza guardare ai confini, ai territori, agli ideali, ma solo alle persone. Ogni volontario è un ambasciatore di pace e, oggi, più che mai, ricordiamo fortemente che la dignità umana non è mai negoziabile.
Oggi usciamo un po’ allo scoperto, anzitutto per far conoscere l’immenso lavoro che gli oltre 500 colleghe e colleghi hanno fatto nel 2025 ma soprattutto per dire loro, semplicemente, grazie.
Ma è un grazie che viene da molto lontano, che parte dal nostro fondatore e che ogni giorno si arricchisce del grazie a voi, care Volontarie e cari Volontari. Si impreziosisce di voi e delle vostre migliaia di ore dedicate agli altri.
Vi cito alcuni numeri, non per fredda statistica, ma per darvi un’idea della grandezza di quanto fatto nel 2025. Con la convinzione che ogni numero, anche il più piccolo, posta con se persone, storie e vite che meritano di essere, tutte onorate.
Sono state quasi 63.000 le ore (più di 2.600 giorni di servizio) messe a disposizione degli altri. È un lavoro svolto dai nostri 502 soci, suddivisi in 303 volontarie e 199 volontari dei quali ben 159 giovani (pari al 31,7%) tra i 14 e i 32 anni.
128.575 i chilometri percorsi per fornire servizi nei 15 comuni di competenza delle 4 Unità Territoriali (Pordenone con Porcia, Cordenons, Fiume Veneto, Roveredo in Piano; Aviano con Budoia, San Quirino; Prata di Pordenone con Pasiano di Pordenone, Brugnera e Sacile con Fontanafredda, Caneva e Polcenigo).
Più di 3800 servizi in ambulanza
Quasi 7000 i pasti caldi distribuiti
3 missioni in emergenza (compresa emergenza alluvionale di Versa)
Più di 5300 cittadini formati
113 interventi di formazione nelle scuole
Condividere con voi questi dati, ha uno scopo preciso: crediamo fermamente che le buone azioni siano contagiose e se anche una sola persona deciderà di avvicinarsi alla Croce Rossa per diventare Volontaria o Volontario o destinare il proprio 5 per mille, o fare una donazione beh allora questo per noi sarebbe ossigeno.
E quel grazie si arricchirebbe del vostro essere con noi.
Perché come disse Henry Dunant «Poiché tutti possono, in un modo o nell’altro, ciascuno nella sua sfera e secondo le sue forze, contribuire in qualche misura a questa buona opera». Per questo, noi apriamo le braccia a tutti.
Venendo ora alla consegna dello scudo blu, è per noi un onore dar seguito a quanto stabilito dalla Giunta Comunale: scudare un bene così importante per la città, intrinsecamente collegato alla storia della CRI. Questo spazio, infatti, nella Prima guerra mondiale fu sede dell’Ospedale Militare e che, come si vede in questa foto, ospitò le nostre Crocerossine per il loro primo corso di arruolamento, fondamentale per poter svolgere servizio nel territorio pordenonese.
In momenti complicati come quelli attuali, è vitale ricordare il passato per farne tesoro.
La protezione dei beni culturali durante un conflitto armato si iscrive nel più generale contesto della loro tutela quale patrimonio storico e – appunto – culturale, non solo al livello locale o nazionale, ma dell’Umanità intera come previsto nei trattati internazionali di riferimento. In particolare, il fulcro del sistema di protezione che il Diritto Internazionale Umanitario (DIU) prevede a favore dei beni culturali è costituito dalla Convenzione dell’Aja del 14 maggio 1954.
Ciò rappresenta una tematica di crescente interesse per Croce Rossa, che nel 2022 ha lanciato la Campagna nazionale per la promozione e la tutela dei beni culturali dal titolo “Il futuro ha una lunga storia. Proteggiamola”. Tra gli obiettivi centrali della Campagna rientra quello di mappare i beni eleggibili di protezione sul territorio nazionale, e sostenere le autorità italiane nell’apposizione dello ‘Scudo blu’, in applicazione degli articoli 16 e 17 della Convenzione dell’Aja del 1954.
Il primo Scudo Blu per la Cultura è stato assegnato nel 2023, anno di Brescia e Bergamo Capitali Italiane della Cultura ed è proseguito in altre città che hanno ottenuto tale riconoscimento.
È per questo che, anche in vista di Pordenone Capitale Italiana della Cultura del 2027, abbiamo incontrato il Sindaco Alessandro Basso che con entusiasmo ha accolto la nostra proposta e con la sua Giunta hanno scelto la Biblioteca Civica Multimediale come luogo da scudare. Un luogo sempre così molto frequentato da persone di tutte le età, soprattutto giovani, che del leggere fanno la loro passione.
Una scelta che abbiamo subito condiviso perché se a volte il contenitore è importante e prezioso, come infatti lo è la Biblioteca di Pordenone, il contenuto in questo caso lo è altrettanto, o forse anche di più. I libri sono parte di noi, sono oggetti con i quali prendiamo confidenza fin da piccoli. Sono compagni di viaggio, di sogni, di formazione, di crescita.
In fondo, anche Henry Dunant affidò il suo racconto di quel che visse, a un testo, e proprio il suo libro “Souvenir da Solferino” fu alla base della nascita della Croce Rossa. Ed è ancora sfogliando un libro che abbiamo ritrovato le nostre Crocerossine proprio qui, nel Chiostro dove andremo tra poco.
Insomma, i libri sono la storia e il nostro futuro. Come abbiamo voluto indicare nella targa dove il primo Scudo Blu per la Cultura del Friuli Venezia Giulia resterà a testimoniare l’amore per questo luogo.
Oggi, insieme all’Amministrazione Comunale, lasciamo un simbolo per il futuro: uno Scudo Blu per la cultura che vuole essere un ponte di speranza tra il passato e il futuro.
Grazie a tutti voi, e soprattutto, concedetemelo, grazie di cuore a tutti i Volontari e le Volontarie della Croce Rossa Italiana. Buon 8 maggio.