Dopo aver affidato al nostro Delegato Principi e Valori Paolo Lentini l’analisi singola dei nostri sette Principi, riparliamone ancora una volta perché senza di loro il nostro essere Croce Rossa non avrebbe senso.

Con il primo numero della nostra Newsletter, abbiamo analizzato, di mese in mese, i nostri sette Principi. Un percorso lento che voleva lasciarci il tempo di riflettere, di metabolizzare e interiorizzare quel che i Principi vogliono rappresentare. Ma non si tratta di un semplice esercizio di “memoria” o “ripasso”, quanto piuttosto di mettere (oppure consolidare), le basi dentro di noi Volontarie e Volontari, di quello che è la matrice che si spinge all’impegno in Associazione, ci motiva nella quotidianità del servizio, fa sì che coniughiamo i sette Principi con l’essenza della nostra presenza sul territorio, fra la gente.

In questo numero vogliamo soffermarci ancora un momento. Anzitutto perché solo nei mesi scorsi sono entrati nel nostro gruppo (e quindi hanno iniziato a ricevere la Newsletter quando già avevamo avviato la nostra rubrica) oltre 100 nuovi volontari ai quali diamo naturalmente il benvenuto e facciamo un grande “in bocca al lupo” per tutto quello che vorranno intraprendere al nostro fianco. E poi perché è sempre bene ricordare che la nostra attività di Volontari non esisterebbe senza le fondamenta costituite da alcuni elementi base che l’Obiettivo Principi e Valori ha, fra gli altri, il compito di diffondere e rafforzare, senza soluzione di continuità.

Cosa sarebbe la Croce Rossa senza Henry Dunant? Il suo libro “Souvenir da Solferino”, la Prima Convenzione del 22 agosto 1864, il nostro Emblema, il Diritto Internazionale Umanitario, le quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 e i successivi Protocolli aggiuntivi? Su cosa si baserebbe la nostra attività? Come sarebbe il nostro essere Volontarie e Volontari senza i Principi?

Nel 2025 abbiamo celebrato il 60° anniversario dell’adozione dei Princìpi Fondamentali del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, definiti grazie al lavoro del giurista svizzero Jean Pictet, che furono ufficialmente adottati alla XX Conferenza Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa tenutasi a Vienna nell’ottobre del 1965.

Umanità, Imparzialità, Neutralità, Indipendenza, Volontarietà, Unità, Universalità.

Nel testo “La Dottrina della Croce Rossa” di Jean Pictet si trova scritto che «…» L’opera della Croce Rossa è scaturita da un alto ideale; essa vi attinge continuamente nuova vita. Ma, siccome è fatta soprattutto di azioni pratiche, spesso improvvisate, c’è un gran rischio che, nella fretta del gesto soccorrevole e malgrado la purezza delle intenzioni, si allontanino le idee direttive e che l’unità di pensiero venga a mancare, e ciò tanto più in quanto l’istruzione mette radici in tutti i terreni così diversi del nostro mondo. È dunque necessario che la Croce Rossa possieda una dottrina ben definita e saldamente basata. «…»

E ancora troviamo «…» La dottrina della Croce Rossa è permanente. È l’espressione di una saggezza a lunga scadenza, indifferente al flusso e riflusso delle opinioni di moda e delle ideologie del momento. Essa sopravvive a coloro che l’hanno suscitata, e questo carattere duraturo è forse un segno della sua superiorità su tutto ciò che avviene. Prima di cercare di definire i principi della Croce Rossa bisogna chiedersi cos’è un principio. Io lo definirei come un assoluto di ordine morale, posto fuori discussione. Per alcuni è un imperativo categorico, che si impone alla coscienza umana. Per altri è la risultante di fatti sociali obiettivamente considerati. «…»

E noi, abbiamo coscienza che entrando in Croce Rossa abbiamo accettato di fare dei nostri Principi un imperativo categorico? Tra noi Volontari, nei servizi che quotidianamente svolgiamo indossando la nostra divisa rossa, allungando una mano e sorridendo a chi ha bisogno, correndo a soccorrere qualcuno in difficoltà, ce li ricordiamo i nostri sette Principi?

Perché senza l’Umanità non possiamo agire. Ci tiene allacciati al passato perché ci ricorda che tutto è nato sui campi di battaglia ma ci dà la speranza di guardare al futuro. Sempre e senza fine. Con lo scopo di proteggere la vita e la salute e garantire il rispetto dell’essere umano. Ci invita a comprendere, a praticare l’amicizia, la cooperazione e la pace. È un principio che ci lega al passato per guardare al futuro, per dirci che dobbiamo ricordare che certe cose devono cambiare. E noi dobbiamo ricordarlo in ogni nostro gesto, a tutti coloro che incrociamo nel nostro fare, a tutti quelli che ci stanno vicino, ma anche e soprattutto a noi stessi.

Umanità

Nato dall’intento di portare soccorso senza discriminazioni ai feriti sui campi di battaglia, il Movimento della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, in campo internazionale e nazionale, si adopera per prevenire e lenire in ogni circostanza le sofferenze degli uomini, per far rispettare la persona umana e proteggerne la vita e la salute; favorisce la comprensione reciproca, l’amicizia, la cooperazione e la pace duratura fra tutti i popoli.

Strettamente legato al primo Principio troviamo il secondo, quello dell’Imparzialità. Perché la non discriminazione ce l’ha tramandata Henry Dunant con quel suo motto “tutti fratelli” che già ci insegnava a soccorrere chiunque senza pensare se erano nemici o altro ma guardando solo alla priorità per coloro che necessitano di attenzioni più urgenti.

Imparzialità

Il Movimento non fa alcuna distinzione di nazionalità, razza, religione, classe o opinioni politiche. Si sforza di alleviare le sofferenze delle persone unicamente in base ai loro bisogni, dando la priorità ai casi più urgenti.

Le persone ripongono in noi uno dei sentimenti più nobili: la fiducia. È questo il Principio di Neutralità. Ed è per questo che in ogni contesto il Movimento che ci tiene uniti sotto la sua ala protettrice, non si schiera né da una parte né dall’altra.

Pictet ci dice che «…» neutralità ed imparzialità sono spesso confuse tra loro, perché entrambe implicano l’esistenza di gruppi o teorie in opposizione e perché entrambe richiedono un certo grado di impegno. Le due idee sono, tuttavia, molto diverse, poiché l’uomo neutrale si rifiuta di emettere un giudizio, mentre quello imparziale giudica una situazione secondo regole prestabilite. «…»

Neutralità

Al fine di continuare a godere della fiducia di tutti, il Movimento si astiene dal partecipare alle ostilità di qualsiasi genere e alle controversie di ordine politico, razziale e religioso.

Il quarto Principio, quello dell’Indipendenza tiene insieme tre elementi: il principio generale di indipendenza, la qualità ausiliaria della Croce Rossa e la sua autonomia rispetto ai poteri pubblici. Nessun potere può far deviare l’intento della Croce Rossa di prestare soccorso, di mettere al centro del suo operato il suo agire a supporto degli altri.

Indipendenza

Il Movimento è indipendente. Le Società Nazionali, quali ausiliari dei servizi umanitari dei loro governi e soggetti alle leggi dei rispettivi Paesi, devono sempre mantenere la loro autonomia in modo che possano essere in grado in ogni momento di agire in conformità con i principi del Movimento.

La Croce Rossa per operare ha bisogno di “capitale umano”. Ed ecco il Principio di Volontarietà. Persone che dedicano il proprio tempo mettendoci “solo” cuore e tempo. Due elementi che non possono essere ripagati con nulla se non con i grazie o i sorrisi delle persone soccorse, con la consapevolezza di aver contribuito a migliorare la condizione di qualcuno o di aver partecipato attivamente al sostegno dell’Associazione.

Volontarietà

Il Movimento è un’istituzione di soccorso volontario non guidato dal desiderio di guadagno.

Il sesto Principio, quello dell’Unità gioca con i numeri: l’uno che sta per una sola associazione nell’intero Stato. Ma anche un numero infinito, come tutti coloro che possono entrarci e con estensione altrettanto grande quanto l’intero territorio nazionale, da nord a sud da est a ovest.

Unità

Nel territorio nazionale ci può essere una sola associazione di Croce Rossa, aperta a tutti e con estensione della sua azione umanitaria all’intero territorio nazionale.

E infine i nostri Principi si chiudono con il settimo, quello dell’Universalità. Un abbraccio globale che tiene vicine tutte le Società a livello mondiale con identici diritti e con il dovere di esserci sempre aiutandosi reciprocamente.

Universalità

Il Movimento internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, in seno al quale tutte le società nazionali hanno uguali diritti e il dovere di aiutarsi reciprocamente, è universale.

Jean Pictet scrisse che «…» I principi di Croce Rossa non hanno tutti la stessa importanza. Essi hanno un ordine gerarchico, indicato all’inizio della sequenza in cui sono presentati. «…»

È per questo che dobbiamo ricordarli e ricordarli nell’ordine in cui sono stati scritti. Perché è la concatenazione che ne fa il loro essere i nostri Principi che, quando applicati, quando costituiscono la base del nostro operato, diventano Valori.