Proseguiamo la conoscenza dei nostri Delegati degli Obiettivi con Nicola Vendramin.

“La prima uniforme di Croce Rossa che ho indossato – ci racconta Nicola Vendramin, Delegato Obiettivo Salute del nostro Comitato – era arancione sgargiante, pure di qualche taglia in eccesso, ricordo che quando mi guardavo allo specchio (o mi notavo accidentalmente riflesso sulla carrozzeria delle auto raso cui camminavo) vedevo questa cosa abbagliante e goffa, tipo un personaggio da cartoni animati. Ebbene sì, ero un giovane Pioniere di Croce Rossa, figura che ormai ricordano in pochi”. Erano quasi 16 anni fa e Nicola era appena un ragazzetto ancora incerto sul suo futuro. Entrò in Croce Rossa nel modo più classico: trainato da un amico. Poi quell’amico non portò neppure a termine il corso di reclutamento, lui invece si appassionò e dopo tutto questo tempo, fortunatamente, è ancora qui.
“In Croce Rossa – prosegue – ho fatto un po’ di tutto. Prima tante attività con i Pionieri, i Giovani dell’epoca, ho fatto il soccorritore in ambulanza, l’operatore in emergenza. Sono stato anche facilitatore alla pace, quelli che potremo definire gli albori del più strutturato obiettivo di Principi e Valori. Nel 2012 partii pure per l’emergenza terremoto in Emilia Romagna, presso le tendopoli di Carpi. Era l’estate della maturità, feci l’esame di giovedì, mentre sabato partii per la missione: fu un’esperienza memorabile che ricordo ancora oggi, con Mario Bertolo, il nostro referente dal Friuli, che ci telefonava periodicamente per sapere come stessimo”.
Da quando è diventato medico, la parte sanitaria lo ha assorbito totalmente. Due anni fa ha avuto anche l’occasione di svolgere la sua opera di volontariato presso il centro di accoglienza a Lampedusa per l’emergenza sbarchi: “un’esperienza forte e toccante” sottolinea. Si occupa anche di sorveglianza sanitaria ai tanti senzatetto che frequentano il nostro territorio e quindi può dire di vivere un po’ tutti gli aspetti di Croce Rossa mediante la sua professione. “Posso dire – continua – che la forza di Croce Rossa sia esattamente questa: ci dà mille occasioni per renderci utili in altrettanti versanti, ciascuno secondo la propria competenza. Secondo me è unica per questo. Non a caso, dopo tutti questi anni, sono ancora convinto di voler restare”.
Hai un soprannome o un nomignolo: Tendenzialmente me la cavo con i classici Nic e Nico, ma quando mi sento chiamare Dottoreeeeee da molto lontano so già che ci sono rogne in vista.
Colore preferito: Direi il Giallo. Ho sempre avuto la passione per i colori caldi, sarà anche la mia propensione per i mesi estivi e il mio debole per le mattine dal cielo terso… poche cose mettono il buonumore come una giornata di sole. Credo di aver acquistato più o meno tutti gli utensili della cucina di colore giallo.
Se fossi un animale, sarei…: Credo una scimmietta, o al massimo un procione o un koala. Insomma rinuncerei a molte cose ma non alle mani prensili. Sarà per la mia passione per i mestieri manuali ma mi fanno molta compassione tutti gli animali che hanno solo le fauci per poter afferrare. Per questo ammiro molto gli uccelli che riescono a costruirsi un nido solido come un cesto di vimini con solo l’uso del becco… davvero non mi capacito di come sia possibile.
Luogo del cuore: Me lo sono sempre chiesto ma non ho mai trovato la risposta. Adoro l’alta montagna ma anche i boschi che profumano di resina. Al contempo non potrei vivere senza il mare. Dovessi scegliermi un unico posto ideale in cui rimanere tutta la vita, credo rifiuterei la proposta e sceglierei di fare il viaggiatore.
Ultimo libro letto: In questo periodo mi sono molto appassionato alla nostra storia locale. Sto leggendo un libro sul passato della bassa friulana, anche per approfondire la storia antica della mia famiglia. I miei antenati furono Dogi di Venezia e Signori del feudo di Latisana nella seconda metà del 1400.
Il film che rivedi più spesso con piacere: Non sopporto guardare film di cui conosca già il finale, la curiosità di sapere come finirà la storia è elemento imprescindibile per un film avvincente, quindi no, non riguardo i film già visti. Tranne i classici natalizi… quelli sono come l’albero e il presepio in soggiorno: non è concepibile un Natale senza.
Cosa non deve mai mancare nella tua cucina: Chi mi conosce potrebbe pensare che sia il dado da brodo, però il caffè vince per forza. Su questo non si transige, è vitale. Quando vado in viaggio all’estero, in valigia c’è sempre la moca con un sacchettino di caffè Grosmi. Metti caso che arrivi e manca la moca? Panico. La caffettiera è ammessa pure nel bagaglio a mano di Ryanair, quindi apposto.
La frase che ripeti più spesso: È così tardi e ho ancora mille cose da fare
La tua canzone preferita: Ascolto un po’ di tutto, dal rock ai canti gregoriani come sottofondo in auto. La mia preferita è la musica d’autore italiana. Amo cantautori come Angelo Branduardi o Franco Battiato ma la mia canzone del cuore è Sorprendimi degli Stadio, probabilmente perché la associo a bei ricordi.
Il tuo motto: Me lo chiese ancora il mio allenatore quando avevo una decina d’anni, ce lo fece scrivere su un foglietto che appiccicammo sulle pareti della palestra. Il mio fu: “L’importante è guardarsi indietro e non avere rimpianti“. Sono passati oltre vent’anni ma lo penso ancora.