Ecco i vostri racconti sull’esperienza di essere volontario CRI. Un modo personale per far conoscere quel che si fa e come lo si fa. E le emozioni che si provano.

Per la prima volta, quest’anno, sono andato a Solferino. Ne avevo sentito parlare, qualche collega di Croce Rossa mi aveva raccontato ma per varie ragioni non ero mai riuscito a organizzarmi per vivere questa esperienza in prima persona.
E ora che l’ho fatta mi sento di dire che ogni volontario dovrebbe andarci.
Mi sono aggregato alla gita in giornata organizzata per tutti i volontari della Regione e già questo mi è piaciuto molto. Un pullman dentro il quale ognuno di noi ha portato il suo essere persona pronta a donare. Non sapevo bene cosa aspettarmi ma il clima è stato subito gioioso, coinvolgente, partecipato.
E il momento dell’intera giornata che non dimenticherò mai più è stato quello della marcia.
Il sole cominciava a tramontare. Il fuoco delle fiaccole veniva acceso e rischiarava l’ambiente a macchia di leopardo. Il colore rosso già dal mattino dominava su tutto.
Ci siamo mossi animati dalla musica della partenza. Altra musica ci ha accompagnato anche lungo il percorso. Ma quel che più ricordo è il silenzio e il rumore delle migliaia di passi e del vociare delle persone. Noi, sui luoghi dove tutto è nato, dove da una tragedia immane, ha preso vita l’idea della Croce Rossa.
C’è un punto lungo il percorso nel quale grazie agli avvallamenti, difronte e dietro a te si vede la serpentina dei volontari.
Lì ho sentito la forza dell’essere volontario. Del poter dare ognuno per quel che ha.
Ai bordi delle strade famiglie intere applaudivano al nostro passaggio. Un’emozione grandissima.
Poi ha cominciato a piovere. Prima poco e poi più intensamente. Abbiamo continuato tutti a camminare verso la meta.
La pioggia non spegneva le fiaccole. E neanche il nostro entusiasmo. Mi sono accorto che la magia di questa storia e di questi luoghi era entrata dentro di me. Gli occhi erano umidi. Ma non per la pioggia.

Dal gruppo Obiettivo Principi e Valori

Quando mi hanno chiesto di mettere per iscritto perché ho deciso di accettare l’invito del Delegato Principi e Valori a entrare nel suo Staff ho preso non il computer ma carta e penna (eh sì… sono un dinosauro con la tecnologia!) e da brava ex studentessa di liceo mi son fatta una traccia con l’elenco puntato delle cose che volevo dire. Bastava soltanto metterle in ordine e concatenarle una con l’altra ma era già tutto spiegato, un insieme di coincidenze che non poteva portare ad altro che al mio ingresso nel magnifico Gruppo. Nell’ultimo anno, durante l’allontanamento forzato da C.R.I. a causa di un guaio di salute, contravvenendo alle indicazioni del medico ho letto moltissimi libri, ovviamente a tema C.R.I. Mi era passato tra le mani pure l’opuscolo “Elementi introduttivi alla Croce Rossa”, arrivato in omaggio con l’acquisto online dei gadget, e scorrendo velocemente l’introduzione del vertice Nazionale ricordo che mi colpì una frase che diceva che i fondamenti del D.I.U. sono imprescindibili dal concetto stesso di Croce Rossa. Parola molto perentoria che ha dato inizio ad una riflessione che, ahimè, forse in ventidue anni non avevo mai fatto. Sono rimasta così tanto tempo nell’Associazione e continuo a restare perché ci credo e spero ogni giorno di applicare al meglio i Sette Principi anche quando non indosso la mia divisa celeste. Durante questo lungo tempo, che mi ha regalato amicizie (alcune sono lì da vent’anni!) ed esperienze variegate (come non ricordarsi U’Pinnerone di Onna!) è però totalmente cambiato il mondo attorno a me. Forse è cambiato il mio modo di percepire la realtà ma guardando un tiggì o leggendo un giornale non trovo altro aggettivo per definirla che “dirompente”. Solo per citare, ci sono Iran, Ucraina, Afghanistan, tre incendi che bruciano il mondo e lo sconvolgono oltre i confini dei luoghi dove sono divampati. Queste notizie, così complesse, così intricate, ogni momento mi fanno pensare ai Principi del D.I.U. e solitamente le riassumo col mio commento lapidario “l’umanità è morta”, non accorgendomi che Umanità non è un principio del D.I.U. ma di C.R.. Da qui la mia necessità più consapevole alla Associazione. Mentre portavo avanti queste riflessioni si era inserita la lettura dei diari di una crocerossina veneziana nella Grande guerra, libro in cui si ribadisce più volte che ella, prima di esser fatta prigioniera dopo Caporetto dagli austro-ungarici ed essere internata a Katzenau, rimase fiduciosa nell’ospedale 019 Gervasutta a curare i feriti, poiché sapeva che avrebbe avuto nel rispetto della Prima Convenzione di Ginevra un sicuro lasciapassare! Ora, una crocerossina del primo Novecento conosceva la protezione della Convenzione e, oso dirlo, molti di noi “ni”… …c’è molto da lavorare!!!

Sono entrata in Croce Rossa quando il mondo era in pericolo e ognuno di noi stava chiuso nella propria casa a causa della pandemia. Ho seguito il corso online e quando il nostro Comitato ha gestito egregiamente le vaccinazioni alla popolazione, ne ho fatto parte anche io, diventando un piccolo ingranaggio di un’organizzazione direi perfetta e riconoscendo in ogni gesto dei volontari, i nostri 7 Principi.

Vicissitudini familiari mi hanno poi tenuto un po’ lontana ma mai assente. Le ore dedicate alla Croce Rossa mi ripagavano molto. E poi accade che ricevo una mail con l’attivazione di un corso Trainer e penso che forse potrei mettere la mia esperienza lavorativa a disposizione del mio comitato. Mi iscrivo, lo frequento. Mi ritrovo nel mio mondo, sento che ci sto bene. I 7 Principi presentati in modo diverso, non solo parole e frasi, ma profondità, legame, connessione, emozione mi accendono qualcosa dentro. Mi incuriosisco a tutto l’ambito Principi e Valori, partecipo al corso base “Health Care in Danger: il personale sanitario in pericolo” poi a quello sul Diritto Internazionale Umanitario.Sento che il mio posto è lì. Mi leggo la scheda per diventare Istruttore di Diritto Internazionale Umanitario e capisco che non è cosa facile e che serve diventare Formatore. E poco dopo esce il bando. Ci provo, mi prendono. Tante ore online e poi a Roma cinque giorni. E torno convinta che è la strada giusta per me. Nel frattempo entro nello staff dell’Obiettivo Principi e Valori e sento che “è casa”. Esce anche il bando per il corso Istruttori DIU. Faccio l’esame e mi prendono. Dodici giorni a Jesolo che probabilmente non dimenticherò mai e divento Istruttore DIU. Recentemente altri 6 giorni a Potenza per ottenere la specializzazione in Principi e Valori. Un’esperienza che mi ha segnato (in positivo) moltissimo. Io chiamo tutto ciò destino. La Croce Rossa mi ha messo davanti agli occhi (o forse, meglio, al cuore) un percorso che di mese in mese si è concretizzato e mi ha portato a quel che sono oggi.