Lo sapevate che alcuni volontari del nostro Comitato ricoprono ruoli a livello regionale? È un grande orgoglio potervi raccontare le loro storie. In questo numero conosciamo Michele Asaro.

Dal 2024 è Delegato Tecnico Regionale Operazioni Emergenza e Soccorsi ma ha anche la Delega per Resilienza e Adattamento. La sua storia in CRI ha radici profonde nel nostro Comitato. Nel suo racconto traspare la grande Umanità.
La mia storia in CRI nasce nello scorso millennio. Per il servizio militare, ho servito il paese come aiuto infermiere in un ospedale militare e lì ho conosciuto la Croce Rossa, dove il mio mentore è stata un’Infermiera Volontaria (e dalla quale ho imparato quelle poche cose che so a livello infermieristico).
Decisi allora di entrare (era un sabato pomeriggio del 1997) in Comitato a Pordenone a chiedere informazioni ed eccomi qui.
Al termine dei 5 mesi di corso (sì, quella volta durava un pochino di più!) ho eseguito il tirocinio previsto, che durava 80 ore.
L’ispettrice dei Pionieri (sì, perché quando sono entrato ero pioniere e fiero di esserlo) di quel tempo mi disse: “se vai al campo di protezione civile CRI a Morsano al Tagliamento fai già 60 ore”. Mi sono fatto convincere e lì è nata la passione per la protezione civile.
Da lì ho sempre cercato di imparare e addestrarmi nel settore di protezione civile per essere pronto in caso di bisogno.
Nel 2002 doppia sfida: alluvione a Pordenone e terremoto in Molise, la mia prima missione fuori dalla regione. Poi venne l’Aquila nel 2009, in cui partii 2 volte come capo missione.
Nel 2007 decisi di diventare istruttore per mettere a disposizione di tutti le nozioni che in 20 anni avevo imparato. Nel 2014 finalmente (una volta i corsi non erano tanto frequenti e a parte le selezioni di ingresso, prima c’era la validazione del curriculum per potervi accedere) sono diventato istruttore nazionale di protezione civile.
Nel 2019 sono diventato Formatore nazionale Io non rischio, la campagna del Dipartimento di Protezione Civile nazionale per preparare tutti i volontari di protezione civile ad aumentare la resilienza della popolazione con le attività di piazza.
La gioia più bella era vedere la coesione e l’unione di tutte le associazioni di protezione civile lavorare insieme. Croce Rossa che faceva lezione agli alpini, ai carabinieri in congedo e ai volontari di protezione civile comunale, fa capire il vero senso del sistema di protezione civile.
Nel febbraio del 2020 (il 13 giorno del mio compleanno) sono stato nominato Delegato Territoriale del Comitato di Pordenone dell’Obiettivo Emergenze.
Febbraio 2020. E chi se lo scorda. Parte la pandemia che ci trova impreparati e nella balia delle onde.
Lì, a parte la sfiga della nomina nel periodo peggiore, mi sono accorto che il lavoro di squadra che il Comitato di Pordenone è riuscito a mettere in atto in supporto alla popolazione è stato magnifico.
Nel 2024 sono stato riconfermato Delegato Territoriale dall’attuale consiglio e nel frattempo sono stato nominato anche Delegato Regionale FVG. Nomina, mi hanno detto, per il lavoro svolto a Pordenone.
Questo mi permette di coordinare l’intera regione per portare aiuto alle popolazioni che ne avessero bisogno e di conoscere le realtà delle altre regioni e del comitato nazionale in modo da potersi coordinare con loro in caso di necessità.
Ma il Comitato di Pordenone rimane e rimarrà la mia dolce casa, il punto di partenza dove è nato l’amore per Croce Rossa e dove mi rendo conto che i 7 principi sono la nostra forza marciante e non delle semplici lettere scritte sul muro.