Dopo aver “incontrato” tutti i componenti del Consiglio, proseguiamo con i Delegati degli Obiettivi. E iniziamo con Claudia Beacco.

Entrata in Croce Rossa nell’autunno 2020, in scia ad un’amica che poi ne è uscita. È diventata volontaria con il chiaro intento di fare servizio sul campo, per portare un aiuto concreto dove serve (parola chiave…). E quindi con calma – sottolinea – eccola a prendere le qualifiche necessarie, per salire in ambulanza (TSSA), per andare in uno scenario di emergenza (OPEM), per agire nel sociale in modo non improvvisato (OS). Conferma che sul campo è dove sta meglio, lì si rigenera, perchè i servizi dal sociale all’emergenza, passando per la salute, funzionano se la squadra funziona, se ognuno mette la sua parte, se le relazioni sono ac-curate, sia tra volontari che con le persone di cui ci prendiamo cura. Tuttavia, servizio è mettersi a disposizione, dove serve (appunto!), e quindi anche se toglie tempo al suo voler “stare sul campo” eccola attualmente impegnata in un servizio diversamente operativo, nelle attività dell’obiettivo Organizzazione e Innovazione con una meravigliosa squadra che nel giro di un anno si è arricchita reciprocamente e si è ampliata e confido che continuerà così.

Hai un soprannome o un nomignolo: il volontario Mario Bertolo mi chiama Bea, che preferisco all’inflazionato “prof”. E poi c’è chi mi chiama Magalí, che è il mio terzo nome, indicativo della mia me divergente… 
Colore preferito: dal rosso scuro al rosa antico, a seconda delle giornate!
Se fossi un animale, sarei…: una formica, che ha due stomaci: uno “privato” per nutrirsi e uno “sociale” che funge da dispensa per nutrire le altre formiche.
Luogo del cuore: ovunque ci sia dell’acqua che scorre. E poi la campagna tra San Martino di Campagna e Giais: mi rimette in pace, mi riporta alle mie radici, a quando raccoglievo erbe da bambina con la mia famiglia, a quando poi ho raccolto erbe con la nuova famiglia, a quando raccoglierò erbe con la mia nipotina e con gli altri che spero verranno.
Ultimo libro letto: Il folle di Dio alla fine del mondo, di Javier Cercas.
Il film che rivedi più spesso con piacere: In my country, ambientato nel Sudafrica post Apartheid, perché racconta in modo poetico pagine di una storia dannatamente dolorosa descrivendo il potere e la forza dell’amore. 
Cosa non deve mai mancare nella tua cucina: di certo qualcosa da offrire, a seconda della stagione! E poi per sopravvivere caffè, uova, sgombro in scatola e frutta secca illimitata. 
La frase che ripeti più spesso: “le cose vanno come devono andare”, più che altro per ricordarmi che affannarmi serve poco…
La tua canzone preferita: ce ne sono tante, la mia indole inclusiva non mi aiuta a selezionare…”La collina dei ciliegi” di Battisti spicca tra le altre. E poi oggi vi dico “Grazie” di Amara. Una di quelle canzoni che ho cantato a pieni polmoni quest’estate, anche in furgone con la consigliera Valery salendo a Tramonti per il campo 😊

Il tuo motto: l’impossibile è solo il punto di partenza di infinite possibilità!