Chi frequenta le sedi dei Comitati sparsi per l’Italia resta piacevolmente sorpreso quando arriva a Pordenone. Proprio recentemente, due docenti del vicino Veneto ci hanno raccontato di non aver mai visto una sede di Croce Rossa in una villa storica. E in effetti, questa per noi, è una gran bella fortuna. Una storia da raccontare.

Dal Messaggero Veneto dell’11.12.1992: “Un sogno accarezzato per un secolo diventa finalmente realtà”

Nuova sede per la C.R.I.
Rossi firma il contratto – Costo: 220 milioni – Dodici ambulanze e un nucleo di protezione civile “Il Comitato provinciale della C.R.I. avrà finalmente una sede. Il contratto di acquisto sarà firmato oggi pomeriggio dal Presidente Giancarlo Rossi. Costo dell’operazione 220 milioni che arriveranno per intero dalla sede centrale della C.R.I. di Roma. La nuova sede troverà posto in una palazzina di via Cappuccini, la prima a sinistra per chi imbocchi il sottopasso del centro cittadino verso Porcia.
In città la C.R.I. opera da 100 anni: prima come Sottocomitato (fino al 1968) e quindi come comitato provinciale. Si è, specialmente negli ultimi anni, distinta per l’educazione sanitaria impartita attraverso le infermerie volontarie nelle scuole e nelle comunità. Dal 1980 ha cominciato anche a gestire il trasporto di infermi non gravi ed effettuare assistenza in occasione di manifestazioni sportive. Complessivamente il comitato provinciale ha 12 autolettighe, dieci delle quali sono nuove.

Uno sforzo considerevole è stato poi attuato in questi ultimi anni anche sul fronte della protezione civile acquistando mezzi e preparando un nucleo di pronto intervento particolarmente utile in una terra dove le calamità sono, purtroppo, assai frequenti.

Tutti questi automezzi di proprietà, finora, erano custoditi in un capannone dei Comboniani che però hanno venduto lo stabile e anche la C.R.I. deve sloggiare. Sul retro della palazzina, che sarà adesso acquistata, c’è lo spazio per costruire un ricovero per questi mezzi e il Comitato è intenzionato a dare l’avvio ai lavori quanto prima. La spesa prevista sarà di 250 milioni che in parte ci sono e in parte dovranno essere raccolti con iniziative diverse. Ci sarà poi un concorso fornito dall’Ana, che consentirà un discreto risparmio.

Per quanto riguarda il riatto della sede, non indispensabile, ma in prospettiva necessario, la direzione della C.R.I. si riserva di attuarlo in un momento successivo, non appena i fondi lo per metteranno.

La nuova sede diventerà adesso un punto di riferimento stabile e importante non soltanto per i molti che operano all’interno della stessa C.R.I. a Pordenone, ma anche per le 34 delegazioni comunali che sono state costituite in provincia e che si uniscono nell’operatività della sede centrale. Una sistemazione quindi finalmente adeguata sulla quale sarà possibile programmare l’attività futura, senza l’assillo adesso, di nuovi spostamenti e di nuove precarietà che non hanno più ragione di esistere”.

Oltre a questo e come riportato nel libro “Memorie storiche della Croce Rossa Italiana a Pordenone“ si ha il piacere di ricordare che la villa era di proprietà della famiglia del Dr. Giovanni Del Prà, la cui madre è stata un’insegnante benemerita delle scuole locali, tanto che verrà ricordata, con una targa, nel salone della nuova sede.

Si ricorda ancora che l’acquisto è avvenuto tramite l’agenzia immobiliare del Sig. Luciana Bortolus, e che il contratto è stato redatto dal notaio Dr. Severino Pirozzi che ha rinunciato, come ha fatto anche il titolare dell’anzidetta agenzia, al proprio onorario per aiutare la C.R.I. nei suoi compiti umanitari.

Hanno contribuito alla realizzazione dell’opera, oltre alle succitate persone, la Banca Popolare Friul-Adria; la Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone; la Banca del Friuli (Credito Romagnolo); La Cassa di Risparmio di Venezia; le Casse Rurali ed Artigiane di Azzano X° e S. Giorgio della Richinvelda; l’A.N.A. Associazione Nazionale Alpini); il Cav. Luciano Savio; il Conte Guecello di Porcia e Brugnera; le Industrie Zanussi s.p.a.; le Industrie Moro s.p.a.; le Industrie Dall’Agnese s.p.a.; la Cava di Sarone (Caneva); l’Impresa Manzon Rinaldo; i Vivai di Toffoli Aldo; l’Industria Palazzetti Lelio s.p.a.; la Provincia di Pordenone e i Comuni di Morsano al Tagliamento, Vivaro e Valvasone”.